
sai quando leggendo qualcosa ti si accende
la lampadina, beh! :
"La consapevolezza non è un'opinione."
letta oggi su Braudel
"Ma vi è mai stato qualche cosa di grande che non abbia cominciato con l' essere fantasia?". C.G.Jung

Oggi leggendo questo articolo sulla realtà virtuale e /o il marketing su P.Informatico mi è tornata alla mente un’idea che mi era venuta tempo fa leggendo il post con cui Massimo Mantellini spiegava che avrebbe introdotto la pubblicità sul suo blog; ma lo avrebbe fatto a modo suo come descritto qua .
L’idea che è venuta in mente a me è scaturita dalla domanda:
-La pubblicità è necessaria ?
Non credo, o almeno non sempre. Prendiamo l’esempio di prodotto tipo un’olio d’oliva D.o.c. il prodotto in generale è conosciuto e il certificato D.o.c. ne garantisce la qualità tutto ciò fa si che la sola presenza sul mercato a un prezzo equo sia condizione sufficiente perché il prodotto venga venduto. Stimato il quantitativo di vendibile la pubblicità è ,in questo caso, non necessaria.
Da qui l’idea perché non istituire un marchio “pubblicità Free” da apporre al prodotto che indichi che il produttore dichiara (si impegna) che sul prezzo del prodotto nessun costo aggiuntivo per pubblicità sia compreso.
Non è mia intenzione abolire la pubblicità ma dare la possibilità al consumatore di scegliere tra il prodotto con e quello senza.
Sinceramente se ad esempio Branbilla o Barilla che sia mi offrisse prodotti di pari qualità senza pubblicità sarei anche pagarli allo stesso prezzo sapendo di liberare il mondo da po’ di sovraffollamento pubblicitario.
WASHINGTON. – Più di 9.000 soldati nordamericani hanno disertato da quando è iniziata l’aggressione all’Iraq ed il fenomeno ha avuto un incremento negli ultimi tempi, hanno reso noto alcuni dispacci della stampa.
Quattrocento disertori, secondo PL, hanno valicato negli ultimi giorni la frontiera nord del paese e stanno tentando di conseguire in Canada lo status di rifugiato politico.
Jeffry House, avvocato di Toronto che rappresenta molti di questi militari, ha dichiarato agli organi di stampa di ritenere che l’immensa maggioranza di questi militari possegga i requisiti fissati dall’ONU per ottenere asilo.
Il ventiduenne californiano Ryan Johnson è uno di coloro che stanno aspettando la concessione dell’asilo politico in Canada. La sua unità è stata inviata in Iraq nel 2005. “Io ho conversato con molti soldati che sono stati in Iraq e mi hanno parlato sulle persone innocenti che muoiono e sui bombardamenti dei quartieri abitati da civili”, ha detto l’ex militare alla stampa, argomentando le ragioni per le quali ha detto addio all’Esercito.
Il ventiseienne Jeremy Hinzman, un altro rifugiato, ha abbandonato per motivi simili l’82º Divisione Aerotrasportata, una delle unità d’elite più usate da Washington nello scenario iracheno. “Firmare un contratto non è un motivo sufficiente per abdicare alla morale umana”, ha detto recentemente Hinzman al quotidiano britannico ‘News Telegraph’. Il militare ha aggiunto che “se lei sa che l’ordine è ingiusto, è suo dovere disobbedire”.